Già Polibio, noto storico greco, narrava che Annibale lodasse i vini del territorio abruzzese — certamente non tra i confini che conosciamo oggi — per la loro straordinaria proprietà di guarire i feriti e rimettere in forze gli uomini.
Questa narrazione è sintomatica di una tradizione vitivinicola antichissima che ci conduce fino alla metà dell’Ottocento, quando l’affinamento delle tecniche di vinificazione ci ha consegnato le prime notizie del nostro Montepulciano d’Abruzzo, dal quale oggi, dopo anni di conoscenza e affezione, nasce un nuovo modo di gustarlo: freddo, dal colore di ciliegia di Vignola e dai tannini fini.
Si chiama Colle Sant’Andrea ed è il nuovo Cesaruolo Superiore Marramiero.
Già Polibio, noto storico greco, narrava che Annibale lodasse i vini del territorio abruzzese — certamente non tra i confini che conosciamo oggi — per la loro straordinaria proprietà di guarire i feriti e rimettere in forze gli uomini.
Questa narrazione è sintomatica di una tradizione vitivinicola antichissima che ci conduce fino alla metà dell’Ottocento, quando l’affinamento delle tecniche di vinificazione ci ha consegnato le prime notizie del nostro Montepulciano d’Abruzzo, dal quale oggi, dopo anni di conoscenza e affezione, nasce un nuovo modo di gustarlo: freddo, dal colore di ciliegia di Vignola e dai tannini fini.
Si chiama Colle Sant’Andrea ed è il nuovo Cesaruolo Superiore Marramiero.
Conviene, a questo punto, spiegare perché parliamo di Cerasuolo e non di Montepulciano d’Abruzzo nel senso più stretto. Se un enologo osservasse questo vino alla luce del sole, o lo lasciasse decantare con movimenti circolari e ipnotici, ci direbbe che è un vino rosso a tutti gli effetti, magari scarico e non corposo come ci si aspetta da un rosso abruzzese, ma pur sempre un vino che si abbinerebbe a carni o a cacciagione.
Marramiero, con il Cerasuolo Superiore Colle Sant’Andrea, si è spinto oltre. Ha riprodotto, con tenacia e non poche difficoltà, il colore e la consistenza dei primi cesaruolo abruzzesi che, in effetti, non avevano il colore di “cerasa” che conosciamo oggi, né tantomeno l’ambrato o “buccia di cipolla” dei rosati provenzali, ma un rosso vivido e carnale.
È un rosso da gustare freddo perché ci riporta alle estati produttive dei nostri avi, contadini stanchi ma fieri, che mettevano in tavola un prodotto che mostrava il carattere e la forza di un territorio ricco e amabile.
Il rosso di Colle Sant’Andrea si fa fresco, limpido, vivo. La ciliegia incontra la sapidità, i tannini fini, la luce d’Abruzzo. Un rosso più libero, immediato e inatteso.
Conviene, a questo punto, spiegare perché parliamo di Cerasuolo e non di Montepulciano d’Abruzzo nel senso più stretto. Se un enologo osservasse questo vino alla luce del sole, o lo lasciasse decantare con movimenti circolari e ipnotici, ci direbbe che è un vino rosso a tutti gli effetti, magari scarico e non corposo come ci si aspetta da un rosso abruzzese, ma pur sempre un vino che si abbinerebbe a carni o a cacciagione.
Marramiero, con il Cerasuolo Superiore Colle Sant’Andrea, si è spinto oltre. Ha riprodotto, con tenacia e non poche difficoltà, il colore e la consistenza dei primi cesaruolo abruzzesi che, in effetti, non avevano il colore di “cerasa” che conosciamo oggi, né tantomeno l’ambrato o “buccia di cipolla” dei rosati provenzali, ma un rosso vivido e carnale.
È un rosso da gustare freddo perché ci riporta alle estati produttive dei nostri avi, contadini stanchi ma fieri, che mettevano in tavola un prodotto che mostrava il carattere e la forza di un territorio ricco e amabile.
Il rosso di Colle Sant’Andrea si fa fresco, limpido, vivo.
La ciliegia incontra la sapidità, i tannini fini, la luce d’Abruzzo. Un rosso più libero, immediato e inatteso.
Questo vino nasce in un angolo di terra dove l’esposizione e il clima lavorano insieme per far crescere la vite al meglio, portando le uve a un equilibrio naturale davvero particolare. Non si seguono tabelle fisse:
la decisione di vendemmiare avviene solo dopo aver camminato tra i filari e assaggiato gli acini, aspettando il momento in cui la maturazione è davvero perfetta.
Una volta raccolte, le uve vengono trattate con rapidità e cura. Dopo la selezione e la pigiatura, si lascia il mosto a contatto con le bucce per un breve periodo prima della pressatura.
La fermentazione avviene a temperatura controllata su fecce fini, mentre l’affinamento è sull’acciaio: è il modo migliore per mantenere intatti i profumi originali e il carattere del territorio, senza alterazioni.
Questo vino nasce in un angolo di terra dove l’esposizione e il clima lavorano insieme per far crescere la vite al meglio, portando le uve a un equilibrio naturale davvero particolare. Non si seguono tabelle fisse: la decisione di vendemmiare avviene solo dopo aver camminato tra i filari e assaggiato gli acini, aspettando il momento in cui la maturazione è davvero perfetta.
Una volta raccolte, le uve vengono trattate con rapidità e cura. Dopo la selezione e la pigiatura, si lascia il mosto a contatto con le bucce per un breve periodo prima della pressatura.
La fermentazione avviene a temperatura controllata su fecce fini, mentre l’affinamento è sull’acciaio: è il modo migliore per mantenere intatti i profumi originali e il carattere del territorio, senza alterazioni.
Si abbina a formaggi mediamente stagionati, carni delicate, primi piatti e pesce grigliato o in zuppa.
Consigliamo di servirlo a una temperatura compresa tra i 12°C e i 14°C.
Il Cerasuolo Superiore Colle Sant’Andrea è tuttavia un vino da bere in ogni stagione: non alla temperatura di un bianco, ma nemmeno a quella canonica di un rosso.
E se siete dei veri intenditori, saprete già che questo vino potrà accompagnare con discrezione le occasioni speciali della vostra giornata, in intimità o insieme a chi davvero lo merita.
È un vino ambizioso, non dimenticatelo.
Si abbina a formaggi mediamente stagionati, carni delicate, primi piatti e pesce grigliato o in zuppa.
Consigliamo di servirlo a una temperatura compresa tra i 12°C e i 14°C.
Il Cerasuolo Superiore Colle Sant’Andrea è tuttavia un vino da bere in ogni stagione: non alla temperatura di un bianco, ma nemmeno a quella canonica di un rosso.
E se siete dei veri intenditori, saprete già che questo vino potrà accompagnare con discrezione le occasioni speciali della vostra giornata, in intimità o insieme a chi davvero lo merita.
È un vino ambizioso, non dimenticatelo.