IL TERRITORIO

Tra il mare Adriatico e il Gran Sasso, un anfiteatro di terra racconta la nostra storia.

Siamo nella terra dei Vestini, in Abruzzo, dove le colline scendono dolcemente verso la costa e all’orizzonte, nelle giornate più limpide, il profilo del Gran Sasso disegna il celebre profilo della Bella Addormentata.

La brezza marina sapida e l’aria pungente della mattina restituiscono il senso della vita. Protetti dal Gran Sasso, un padre grande e severo, ma sempre amorevole con noi e la nostra terra.

É un quadro che cambia ogni giorno e in ogni stagione ma i nostri nonni lo hanno sempre celebrato.

Un carattere che nasce dalla terra

I vigneti Marramiero si distribuiscono fra due ambienti viticoli distinti. A Rosciano, le tenute occupano le colline pescaresi tra i 200 e i 300 metri, aperte verso l’Adriatico e rivolte al Gran Sasso. I suoli alternano argilla, limo e sabbia: le componenti argillose trattengono più a lungo l’acqua, mentre quelle più leggere favoriscono il drenaggio. Questa variabilità influenza il vigore delle piante e i tempi di maturazione.

Il mare non imprime al vino un aroma preciso, ma modera gli estremi termici e contribuisce alla ventilazione. Anche la quota, da sola, non basta a spiegare la freschezza: conta l’interazione fra esposizione, disponibilità d’acqua e temperature. Per il Montepulciano d’Abruzzo, vitigno tardivo, una maturazione completa permette di ottenere vini rossi dai tannini maturi.

Nei vini bianchi, come il Trebbiano d’Abruzzo, la Passerina e il vino Pecorino, il momento della raccolta diventa invece decisivo per preservare acidità e precisione aromatica. Una buona freschezza è fondamentale anche per il metodo classico Marramiero, perché sostiene la seconda fermentazione e il successivo affinamento sui lieviti.

Il Montepulciano mostra un volto diverso nel nuovo Colle Sant’Andrea, un Cerasuolo d’Abruzzo pensato come un rosso da bere freddo. La temperatura di servizio più fresca ne valorizza il frutto e la bevibilità, senza cancellare la materia e il carattere del vitigno.

Il mare non imprime al vino un aroma preciso, ma modera gli estremi termici e contribuisce alla ventilazione. Anche la quota, da sola, non basta a spiegare la freschezza: conta l’interazione fra esposizione, disponibilità d’acqua e temperature. Per il Montepulciano d’Abruzzo, vitigno tardivo, una maturazione completa permette di ottenere vini rossi dai tannini maturi.

Nei vini bianchi, come il Trebbiano d’Abruzzo, la Passerina e il vino Pecorino, il momento della raccolta diventa invece decisivo per preservare acidità e precisione aromatica. Una buona freschezza è fondamentale anche per il metodo classico Marramiero, perché sostiene la seconda fermentazione e il successivo affinamento sui lieviti.

Il Montepulciano mostra un volto diverso nel nuovo Colle Sant’Andrea, un Cerasuolo d’Abruzzo pensato come un rosso da bere freddo. La temperatura di servizio più fresca ne valorizza il frutto e la bevibilità, senza cancellare la materia e il carattere del vitigno.

Verso Ofena, alle pendici del Gran Sasso, lo scenario cambia. La conca è conosciuta come “Forno d’Abruzzo” per le giornate calde e luminose, alle quali seguono notti più fresche. Nella Tenuta Amarello, i suoli calcareo-argillosi e la pendenza aiutano a contenere il vigore del Pinot Nero, favorendo una maturazione graduale e tannini più fini.

 

Per noi il territorio non è una formula, ma un insieme di decisioni che cambiano secondo la vigna e l’annata. È da questa capacità di osservare e adattarsi che nascono vini di qualità, riconoscibili e fedeli al luogo da cui provengono.

La Bella Addormentata d’Abruzzo

Al tramonto, guardando il Gran Sasso da Rosciano, il profilo delle montagne cambia forma. Il Corno Grande disegna il volto, mentre il Monte Camicia completa la figura di una donna distesa: è la Bella Addormentata d’Abruzzo.

La tradizione racconta che Maja arrivò a Ortona dalla Frigia con il figlio Ermes gravemente ferito. Lo portò sul Gran Sasso e si mise alla ricerca di un’erba capace di salvarlo, ma la neve copriva ogni cosa. Quando tornò al rifugio era ormai troppo tardi. Ermes morì e il suo corpo divenne il “Gigante che dorme”. Maja vagò a lungo tra le montagne, fino a quando il dolore ebbe la meglio. Fu sepolta sul massiccio di fronte, che da lei avrebbe preso il nome di Maiella.

Questo territorio si comprende meglio attraversandolo.

Vi aspettiamo in cantina a Rosciano per osservare vigneti, suoli ed esposizioni e ritrovare poi nel calice il risultato di un luogo, di un’annata e del lavoro di chi li conosce da generazioni.